Agricoltura in ginocchio, marcia su Roma dei trattori del COMITATO SPONTANEO

Come avevamo detto nello scorso comunicato, oggi è partito alla volta di Roma, un pullman con una delegazione dell’A.S.A per andarsi ad unire agli aricoltori già partiti  per la manifestazione che si terrà domani 16 Novembre di seguito inseriamo questo articolo tratto da http://ilmovimento.splinder.com/ che ci aggiorna sulla marcia dei trattori partiti dalla Sicilia.
marcia su roma
marcia su roma marcia su roma(943) di Francesco Graffeo……
La “marcia su Roma dei trattori”, partita dalla Sicilia, per reclamare sullo stato di crisi profonda dell’agricoltura meridionale senza le associazioni di categoria oggi arriva nella capitale. Un’iniziativa dal sapore “garibaldino” per sovvertire una situazione che, di questo passo, può portare alla morte l’agricoltura del Sud Italia.   A Roma  gli agricoltori consegneranno simbolicamente al governo le delibere regionali delle richieste dello stato di crisi del comparto agricolo per le Regioni del Sud.

Da Santa Margherita sono partiti mercoledì notte e dopo aver viaggiato per circa 72 , alle 23 di ieri sera la marcia dei trattori verso Roma ha raggiunto Avellino. Un tragitto partito dal Belice che ha toccato prima Pian Del Lago, nei pressi di Caltanissetta.  Da qui sono partiti per una impresa dura che sta vedendo molti agricoltori sacrificarsi per diversi giorni percorrendo con i propri mezzi agricoli tutto il Sud Italia per arrivare a Roma entro questa sera. I trattori procedendo ad una media di trenta km all’ora con un percorso che, attraversato lo stretto ha toccato Catanzaro, Capo Rizzuto, Poliporo in Basilicata, San Nicola di Melfi, Avellino. Questa mattina da Caserta, arriveranno a Mondragone, Fondi, Latina   per fermarsi Roma.  Oltre 400 mezzi ieri sera alle 23, accompagnati da carovan e bisarche.
Alle ore 15 da Montevago partiranno i rinforzi in autobus. Lo stesso da tanti altri centri della Sicilia. Arriveranno in piazza San Giovanni, posto autorizzato per il manifestare. Agricoltori che si sono mossi liberi dall’appartenenza da sigle sindacali riuscendo ad aggregare il mondo agricolo. Entro oggi il gruppo si ingrosserà con quelli provenienti dall’Aquila,  dalle Puglie e da altre zone del Sud Italia. Fra gli altri, atteso è anche il gruppo dei sardi che arriverà a Roma supportato, con i trattori, dai pastori sardi dell’agro Romano e del Viterbese.
Nei giorni scorsi il movimento siciliano ha lanciato una grande sottoscrizione fra gli agricoltori ed i cittadini che stanno sostenendo la vertenza contro la crisi. Per ogni trattore che si muove dalla Sicilia occorrono oltre 1.000 Euro di spese (fra gasolio e costi vari). Mille euro per ogni trattore autofinanziati dagli agricoltori con la colletta.
L’iniziativa è spontanea, non è promossa dalle sigle di categoria.
L’agricoltura vive un momento molto delicato e difficile e chi vive dei frutti della propria terra chiede misure adeguate per contrastare lo strapotere delle multinazionali e della grande distribuzione organizzata che ha messo in ginocchio il comparto primario perché prodotti di qualità vengono venduti a prezzi sotto-costo.
A capeggiare questa rivolta pacifica del mondo agricolo Tano Malannino, agricoltore a Vittoria, presidente nazionale di Altragricoltura, per il quale: “Adesso è il tempo che, uniti, si vinca la battaglia per il futuro delle aziende agricole. Portiamo a Roma i mezzi con cui lavoriamo non solo per difendere noi stessi ma i diritti ed il salario di chi lavora, i diritti dei cittadini e per dire a questo Paese che non c’è futuro senza la produzione agricola”.
Beppe Dangelo, fra i promotori delle mobilitazioni di questi mesi in Sicilia a nome dei Comitati Spontanei degli agricoltori, aggiunge: “Non credevamo che le istituzioni ci abbandonassero e che ci costringessero a partire con i trattori per Roma. La nostra marcia su Roma è la dimostrazione che gli agricoltori siciliani vanno avanti per salvare le aziende senza fermarsi. Fino a morire, se dovesse servire”.
Per il margheritese Melchiorre Ferraro, in rappresentanza del comitato spontaneo della provincia di Agrigento la protesta “evidenzia il disagio che da molti anni il settore agro zootecnico vive. Stiamo attraversando un periodo di forte crisi  per via  del disinteressamento che le organizzazioni di categoria hanno dimostrato negli ultimi anni.  Visto l’indebitamento delle aziende si è arrivato al punto di non poter continuare a gestire le propria attività. Stiamo facendo questo atto di forza direttamente al governo nazionale affinché intervenga con efficacia immediata per evitare il collasso economico delle aziende presenti nel meridione d’Italia”. Ferraro evidenzia la richiesta che farà al governo centrale ed al ministro delle politiche agricole: “ Chiediamo due interventi: la prima misura , non più prorogabile, tesa a salvare le aziende dall’indebitamento. Chiediamo quindi il blocco immediato di tutte le esposizioni bancarie quali Serit e Inps e cambiali agrarie verso gli istituti di credito. Ciò in considerazione del fatto che non avendo usufruito dei nostri diritti  non possiamo assolvere ai nostri doveri. In contemporanea chiediamo il riconoscimento del mancato reddito dell’ultimo biennio e la tutela e la salvaguardia delle nostre produzioni onde consentire una adeguata redditività”.

Sulle motivazione della rottura con le associazioni di categoria del comparto agricolo Ferraro evidenzia:  Negli ultimi anni le associazioni di categoria non hanno svolto il loro compito istituzionale . In definitiva non hanno tutelato la categoria. Negli ultimi mesi, nonostante la nostra apertura si sono manifestati restii a collaborare e prendere in seria considerazione la nostra piattaforma. La nostra lotta tende anche alla affermazione della dieta mediterranea. Oggi la politica agricola in atto favorisce i prodotti di dubbia provenienza . Noi chiediamo la tracciabilità di filiera in grado di garantire il consumatore su ciò che compra”. Il riferimento appare scontato al comparto del grano ed alle misure che si attuano per contrastare l’OGM.

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