Comunicato Congiunto ASA di Sciacca e CSA Ribera del 29 Aprile 2010

L’ASA di Sciacca e il CSA di Ribera, in riferimento al comunicato della Coldiretti di Sciacca di ieri, in cui ha affermato che il prezzo dell’acqua per uso irriguo rimarrà bloccato fino al 31 Maggio ed in seguito saranno trovate nuove soluzioni, vogliono ricordare il comunicato stampa fatto da noi il 17 Aprile dove l’Assessore all’Agricoltura Titti Bufardeci ci ha promesso che il prezzo dell’acqua per uso irriguo rimmarra invariato per tutto l’anno, e che si stà lavorando per programmare eventualmente una riduzione del costo per le aziende monoreddito.

L’ASA ed i CSA vogliono intervenire pure riguardo le “tentate” giustificazioni di Giuseppe Pasciuta di ieri, riguardante il nostro comunicato del 24 Aprile, in cui si denunciava il fatto dell’uso di arance di Altamura per un programma di cultura alimentare nelle scuole saccensi e limitrofe.
Il fatto che le giustificazioni arrivino proprio da un dirigente soat dell’assessorato agricoltura e foreste ed anche presidente del consorzio “Riberella DOC”, mortificano ancora di più i produttori, in quanto dovrebbe essere in prima linea per la difesa e valorizzazione di questo prodotto nel territorio, soprattutto quando vi sono queste iniziative di educazione alimentare.
Un fatto assai grave considerando che, sono arrivate nelle scuole arance di scarsa qualità, prodotte in altre zone, invece che le nostre arance apprezzate in tutto il mondo per la loro qualità.

Lettera al Presidente della Repubblica

Riceviamo e pubblichiamo la lettera che ci manda il nostro collega Melchiorre Ferraro di S. Margherita di Belice

Spett/le Presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano

Nella qualità  di agricoltore e coordinatore dei Comitati Spontanei Agricoltori locali, desidero informarLa degli effetti devastanti che la grave crisi socio economica agricola sta producendo nel territorio Siciliano.
Ormai da anni i nostri bilanci sono in rosso, ci siamo indebitati pur di mantenere vive le nostre aziende, incuranti del capitale umano ed economico impiegato.
Abbiamo perso la dignità  professionale, 2500 Aziende Agricole sono sul’ orlo del fallimento, 1 Milione di addetti ai lavori ridotti alla povertà .
Le scrivo con le lacrime agli occhi, a pensare che fino a pochi anni fa sognavo per i due miei figli Salvatore di 17 anni che frequenta il 4°anno del’ Istituto Tecnico Agrario, e Mary di 18 che frequenta il 5° anno Ragioneria un futuro impiego nel’ azienda di famiglia.
Oggi non posso guardarli negli occhi perchè pur essendo proprietario di una Az. di 40 Ha. non gli posso garantire nemmeno i beni di prima necessità .
Il 17 novembre scorso la forza della disperazione ci vede compiere un gesto senza precedenti. Una delegazione di agricoltori tra cui io, con i propri trattori agricoli riuniti a Pian del Lago (Caltanissetta), partiamo alla volta di ROMA via terra, percorrendo 1200 Km. una marcia durata 70 ore, costretti a dormire sui trattori in quanto privi di risorse economiche, infatti i pochi soldi che avevamo raccolto con delle collette sono state utilizzate per il carburante.
Arrivati a destinazione ci hanno raggiunto con i pullman 10.000 nostri colleghi.
La delusione e sdegno sono, scolpiti nei nostri volti stremati della fatica, non solo nessuno ci riceve, ma tutta la manifestazione compreso il viaggio sono stati censurati, ne TV ne giornali danno notizia del’ accaduto.
Continuando la protesta pacifica, come gli umili agricoltori sappiamo fare, abbiamo cercato di aprire un dialogo con le istituzioni Regionali.
Nonostante impegno verbale da parte loro a collaborare,i risultati raggiunti sono deludenti, inoltre emerge chiaramente la non volontà da parte del governo nazionale ad intervenire a sostegno dell’agricoltura Siciliana e meridionale.
La verità è che l’attuale governo e i precedenti, a cui noi ingenuamente abbiamo dato fiducia, ci hanno venduti alle lobi di potere, assieme hanno deciso in tempi non sospetti, di sterminare l’economia agricola meridionale ed in particolare quella siciliana in modo tale da usurparci le nostre proprietà, acquistate con il lavoro di due generazioni.
Coloro che hanno preso queste decisioni devono sapere che difenderemo le nostre Aziende al costo della vita, siamo pronti a qualsiasi azione di protesta, anche non civile, perchè un genitore che non può sfamare i propri figli pronto a tutto, anche a morire.
Se le nostre az. sono indebitate non è colpa nostra, ma della politica che non ha voluto tutelare le nostre produzioni, quindi che intervenga in maniera seria a ripianare le esposizioni e fare ripartire l’economia Siciliana.
La forza in termini di numeri ormai è veramente tanta, consideri che tutta la Sicilia Agricola anzi,”La civiltà contadina” sostenuta anche da artigiani, commercianti, impiegati ecc. rappresenta 90% dell’elettorato Siciliano che già riconosce il nostro movimento come una forza che diverrà politica e sarà alternativa a quella attuale inadeguata, incosciente,clientelare e fallimentare. La civiltà contadina ha alzato la testa facendo capire alla Sicilia intera che può assere garante di: legalità, sicurezza alimentare, possibilità di nuovi posti di lavoro,tutela dell’ambiente, turismo ecocompatibile. In sintesi il riscatto socio economico che la Sicilia merita.

Colgo occasione per PORGERE UN CORDIALE SALUTO.

Santa Margherita di Belice 25/04/2010

Melchiorre Ferraro

Arance Pugliesi nelle scuole di Sciacca e Ribera

A.S.A. / C.S.A. Ribera

Associazione Siciliana per l’Agricoltura.

Comitato Spontaneo Agricolo Ribera

L’ASA di Sciacca e il CSA di Ribera denunciano il programma di educazione alimentare svoltosi in questi giorni nelle scuole di Sciacca e di Ribera dove sono state distribuite arance pugliesi provenienti dal territorio di Altamura, una vera e propria vergogna e mortificazione per i produttori, considerando il fatto che i nostri territori sono altamente vocati per le produzioni agrumicole di qualità e già vantano un marchio di origine controllata “RIBERELLA DOC” a tutela dei consumatori con presenza nei maggiori mercati mondiali.

Ci domandiamo come mai in un territorio dove ancora ad oggi si effettua la raccolta, vi sia stata la necessità di ricorrere alle produzioni extra regionali che già da mesi si trovano conservati in celle frigorifiche.

In conclusione chiediamo:

Ai nostri Amministratori e Deputati Regionali e Nazionali di restituire la dignità ai produttori agrumicoli locali attivandosi in modo concreto nella valorizzazione del territorio, delle tradizioni e della produzioni che appartengono alla nostra Terra invece di pensare ai propri interessi solamente.