Lettera al Presidente della Repubblica

Riceviamo e pubblichiamo la lettera che ci manda il nostro collega Melchiorre Ferraro di S. Margherita di Belice

Spett/le Presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano

Nella qualità  di agricoltore e coordinatore dei Comitati Spontanei Agricoltori locali, desidero informarLa degli effetti devastanti che la grave crisi socio economica agricola sta producendo nel territorio Siciliano.
Ormai da anni i nostri bilanci sono in rosso, ci siamo indebitati pur di mantenere vive le nostre aziende, incuranti del capitale umano ed economico impiegato.
Abbiamo perso la dignità  professionale, 2500 Aziende Agricole sono sul’ orlo del fallimento, 1 Milione di addetti ai lavori ridotti alla povertà .
Le scrivo con le lacrime agli occhi, a pensare che fino a pochi anni fa sognavo per i due miei figli Salvatore di 17 anni che frequenta il 4°anno del’ Istituto Tecnico Agrario, e Mary di 18 che frequenta il 5° anno Ragioneria un futuro impiego nel’ azienda di famiglia.
Oggi non posso guardarli negli occhi perchè pur essendo proprietario di una Az. di 40 Ha. non gli posso garantire nemmeno i beni di prima necessità .
Il 17 novembre scorso la forza della disperazione ci vede compiere un gesto senza precedenti. Una delegazione di agricoltori tra cui io, con i propri trattori agricoli riuniti a Pian del Lago (Caltanissetta), partiamo alla volta di ROMA via terra, percorrendo 1200 Km. una marcia durata 70 ore, costretti a dormire sui trattori in quanto privi di risorse economiche, infatti i pochi soldi che avevamo raccolto con delle collette sono state utilizzate per il carburante.
Arrivati a destinazione ci hanno raggiunto con i pullman 10.000 nostri colleghi.
La delusione e sdegno sono, scolpiti nei nostri volti stremati della fatica, non solo nessuno ci riceve, ma tutta la manifestazione compreso il viaggio sono stati censurati, ne TV ne giornali danno notizia del’ accaduto.
Continuando la protesta pacifica, come gli umili agricoltori sappiamo fare, abbiamo cercato di aprire un dialogo con le istituzioni Regionali.
Nonostante impegno verbale da parte loro a collaborare,i risultati raggiunti sono deludenti, inoltre emerge chiaramente la non volontà da parte del governo nazionale ad intervenire a sostegno dell’agricoltura Siciliana e meridionale.
La verità è che l’attuale governo e i precedenti, a cui noi ingenuamente abbiamo dato fiducia, ci hanno venduti alle lobi di potere, assieme hanno deciso in tempi non sospetti, di sterminare l’economia agricola meridionale ed in particolare quella siciliana in modo tale da usurparci le nostre proprietà, acquistate con il lavoro di due generazioni.
Coloro che hanno preso queste decisioni devono sapere che difenderemo le nostre Aziende al costo della vita, siamo pronti a qualsiasi azione di protesta, anche non civile, perchè un genitore che non può sfamare i propri figli pronto a tutto, anche a morire.
Se le nostre az. sono indebitate non è colpa nostra, ma della politica che non ha voluto tutelare le nostre produzioni, quindi che intervenga in maniera seria a ripianare le esposizioni e fare ripartire l’economia Siciliana.
La forza in termini di numeri ormai è veramente tanta, consideri che tutta la Sicilia Agricola anzi,”La civiltà contadina” sostenuta anche da artigiani, commercianti, impiegati ecc. rappresenta 90% dell’elettorato Siciliano che già riconosce il nostro movimento come una forza che diverrà politica e sarà alternativa a quella attuale inadeguata, incosciente,clientelare e fallimentare. La civiltà contadina ha alzato la testa facendo capire alla Sicilia intera che può assere garante di: legalità, sicurezza alimentare, possibilità di nuovi posti di lavoro,tutela dell’ambiente, turismo ecocompatibile. In sintesi il riscatto socio economico che la Sicilia merita.

Colgo occasione per PORGERE UN CORDIALE SALUTO.

Santa Margherita di Belice 25/04/2010

Melchiorre Ferraro

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